
Questo sito partiva da 93/100 su Lighthouse mobile, con l'LCP a 2,2 s e il thread principale bloccato per 260 ms. Oggi il punteggio arriva a 99, con l'LCP sceso sotto i 2 secondi. Ecco il percorso, con i numeri veri che hanno guidato ogni scelta.
Prima di toccare il codice ho misurato: Lighthouse in modalità mobile, con rete simulata lenta e CPU rallentata 4×. Sembra severo, ed è proprio il punto: se la pagina regge a queste condizioni, regge sulla maggior parte dei telefoni veri. Il primo report era chiaro — il contenuto arrivava, ma arrivava tardi e con il thread principale occupato da altro.
Il colpevole principale: il font in preload
Il preload del carattere sembrava una buona idea, e invece su una connessione lenta finiva per contendersi la banda con il CSS e costringeva il browser a impaginare la pagina due volte. Togliendolo, il primo disegno è sceso da 2,4 secondi a circa 1,2: il testo si vede subito con il font di sistema e passa a quello definitivo senza salti evidenti.
Le animazioni partono quando servono
Il testo che si scrive da solo e le transizioni partivano pochi secondi dopo il caricamento, proprio nella finestra in cui il browser decide cosa mostrare per primo. Ora partono al primo gesto di chi legge — uno scroll o un tocco — oppure dopo otto secondi, quando il lavoro urgente è finito. Il tempo di blocco del thread principale è passato da oltre 400 ms a poco più di 100.
Meno CSS: 15 KB in meno a ogni visita
Nel foglio di stile c'erano regole che riguardavano componenti non più presenti nelle pagine. Le ho rimosse una per una, verificando che nessun selettore attivo le usasse: circa 15 KB in meno scaricati a ogni visita, su ogni dispositivo.
Le misure di oggi
- LCP a 1,8 s — sotto la soglia dei 2,5 s che Google considera buona
- TBT intorno ai 100 ms, contro i 260 ms di partenza
- FCP a 1,2 s: la pagina si vede subito
- CLS a 0,01: il contenuto non salta mentre lo leggi
- 99 punti su mobile, con Accessibilità, Best Practices e SEO a 100
Cosa porto a casa
Il punteggio non è il traguardo: è il termometro. Ogni punto guadagnato è un pezzo di attesa in meno per chi legge — e questo vale più di qualsiasi numero. Il metodo è sempre lo stesso: misura, togli il superfluo, ripeti.
