
La velocità è la prima impressione: se il sito ci mette più di tre secondi, il visitatore è già altrove. Ecco i cinque errori che vedo più spesso e come si correggono in poche ore.
La velocità non è un dettaglio tecnico, è la prima cosa che il visitatore percepisce. Immagini pesanti, script che bloccano il rendering e framework gonfi fanno superare i 3 secondi di caricamento: oltre quella soglia la maggior parte delle persone abbandona, e Google misura la stessa cosa con i Core Web Vitals.
1. Immagini non ottimizzate
La voce più pesante in quasi tutti i siti che analizzo. Una foto scattata col telefono può pesare 4 MB mentre a schermo ne bastano 120 KB. Convertire in WebP o AVIF e servire la misura giusta per ogni schermo taglia il peso dell'80–90% senza che si veda la differenza.
2. Script che bloccano il rendering
Ogni <script> in testa alla pagina ferma il disegno della schermata finché non è stato scaricato ed eseguito. I codici di terze parti (widget, chat, analytics) vanno caricati in modo differito, dopo il primo disegno: il contenuto deve arrivare prima, il resto può aspettare.
3. Font e CSS scaricati dalle CDN
Ogni origine esterna aggiunge un handshake: DNS, connessione, TLS. Font, icone e librerie self-hosted eliminano quel tempo e funzionano anche quando la CDN di turno ha un disservizio.
4. Layout che salta
Il CLS — il salto dei contenuti — è l'errore più fastidioso per chi legge: stai per toccare un pulsante e la pagina si sposta. Risolvere significa dichiarare sempre larghezza e altezza di immagini e video, e riservare lo spazio degli elementi che arrivano dopo.
5. Nessuna cache
Un service worker e header di cache aggressivi fanno sì che la seconda visita pesi quasi zero: le pagine già viste si aprono dalla memoria del telefono, anche con la connessione ballerina.
Da dove partire
Misura prima di toccare il codice: PageSpeed Insights sul sito reale, non sul tuo computer. Poi correggi in ordine di peso — di solito immagini, poi script, poi font. In un pomeriggio si passa da "scarso" a "buono", e le conversioni se ne accorgono prima di quanto immagini.
